martedì 8 marzo 2016

C' ERA UNA VOLTA: La funivia del mare



Nella spiaggia a nord di Casalborsetti (RA), superata la foce del fiume Reno, e percorrendo la linea di costa sempre verso nord, si arriva in un punto dove alla fine degli anni ’60 una funivia pianeggiante portava i turisti al mare. Una vera e propria seggiovia come quelle di montagna, ma in pianura. Lunga un chilometro, partiva da un campeggio posizionato dentro la pineta e arrivava alla spiaggia in riva al mare.


Oggi il campeggio esiste ancora ma purtroppo la funivia no. Restano le affascinanti foto di quest’opera che faceva “volare” i bagnanti verso la marina in quegli anni memorabili in cui tutto sembrava possibile.
L’idea della funivia pare attribuita a uno dei soci del campeggio di allora, lo stesso che era anche collegato alla compagnia che realizzò l’impianto di seggiovia. Quest’uomo era Raul Gardini, imprenditore ravennate, che con la sua vita nel bene e nel male ha segnato le cronache giornalistiche degli anni ’80 e ’90.
La seggiovia sconfitta dal mare e dalla sua corrosiva salsedine, rimane comunque iscritta negli annali come la prima biposto a morse fisse realizzata in Italia, costruita nel 1968 e dotata di 10 piloni (superava il fantastico dislivello di 0 metri!). Trasportava i turisti su 127 seggiolini che andavano avanti e indietro per un 1000 metri dal campeggio alla spiaggia.
Molti non l’hanno mai vista, altri l’hanno dimenticata, è anche difficile immaginare, oggi, di andare in spiaggia con una funivia. Attraversare un chilometro di strada, sassi e sabbia, seduti a due a due, per alcuni potrebbe essere romantico, per altri divertente, o addirittura noioso. C’è da dire che alla velocità di una funivia, nella distanza di un chilometro, si potrebbero fare un sacco di cose. Anche i selfie.

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